sabato 30 marzo 2013

lunedì 18 marzo 2013

18 marzo





Così all'occhio che vede il futuro,
Il più timido fiore del prato
In un giorno d'inverno,
È dorata rappresentazione
Di Rose e Gigli, molteplici,
E d'innumerevoli Farfalle.

Emily Dickinson


 Stamattina non avevo timidi fiori di prato,
 ma solo fragole per immaginare la primavera ...
 

giovedì 14 marzo 2013

se il buon giorno si vede dal mattino....


Chi ama cucinare vorrebbe che i familiari fossero dei buongustai: il signor Darcy, che  - prima del matrimonio  aveva avuto modo di sperimentare solo il lato dolce della mia cucina  -  è, a pranzo e cena, un buon assaggiatore, anche se i suoi commenti vanno estorti con le pinze e sono soprattutto il silenzio e la richiesta di un secondo assaggio che segnalano il successo di un piatto. La Pulce, invece, a tavola non dà nessuna soddisfazione: sostiene - credo solo per affermare un valore - che la mamma cucina bene, ma  preferisce quello che prepara la cuoca della scuola materna la quale, però, non ha mai avuto - per sua fortuna -  l'avventura di  preparargli  la prima colazione, il primo pasto e la prima lotta della giornata.........
A lui il te non piace, il caffè non mi sembra il caso, il succo di frutta gli fa venire le rane nella pancia; i biscotti, industriali, artigianali o casalinghi non hanno incontrato grande successo; presa dai sensi di colpa (madre lavoratrice........) ho infornato brioche e muffin, ma sono stati assaggiati e snobbati con il risultato  che sono  finiti nel sacchettino della merenda del sig. Darcy (che all’ora della merenda è in grado di apprezzarli) o nel  mio cestino del pranzo. Ho provato a blandire la Pulce, a lusingarlo, coccolarlo o sgridarlo, a essere una mamma amorevole e paziente o una erinni furente, ho cercato di rendere tutto un gioco o di farlo sentire grande, ho ascoltato le sue disquisizioni su battelli e animali feroci, oppure sono andata a rifare il letto lasciandolo da solo, ma il risultato è sempre stato lo stesso: un musone biondo che gira e rigira il cucchiaino nel latte all’infinito, sbocconcellando un biscotto di malavoglia.
Ho provato a svegliarlo in anticipo per dargli il tempo di  fare con calma e, al contrario, a lasciarlo invece dormire fino all'ultimo, ma nessuna delle due strade si è dimostrata quella giusta, tant'è che il muso lungo mattutino, è stato imperante anche nei giorni di vacanza a ritmi  lenti, in cui persino il signor Darcy - che normalmente la affronta con assoluta indifferenza - apprezza la prima colazione. 
Ma da qualche qualche settimana, finalmente, se non con il sorriso  la giornata inizia almeno senza discussioni:  la Pulce ha scoperto la torta di mele della nonna,  che sembra essere l'ideale per accompagnare la tazza di latte.
E' una torta che non ha niente a che vedere con quella meraviglia che  Nonna Papera metteva a raffreddare sul davanzale della finestra: al contrario, è una torta banalissima, che – se guardo al livello degli altri  blog di cucina, che ammaliano con piatti  raffinati e ricercati -   non dovrebbe nemmeno aver diritto ad essere pubblicata, ma questa mia cucina 2.0 è la cucina di una mamma, impiegata, che sforna e spadella per la famiglia, senza sogni di gloria e la torta è così semplice che prepararla è un gioco da bambini ( e per bambini).

Torta di mele della nonna

Ingredienti

250 grammi di farina bianca
100 grammi di zucchero
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di olio leggero (oppure 50 grammi di burro)
2 uova
1 grossa mela morbida ( o due piccole)
1 bustina di lievito

In una terrina mescolare  lo zucchero e i tuorli delle uova; aggiungere il latte e poi la farina a cucchiaiate,  l'olio o il burro fuso, fino ad ottenere un composto cremoso omogeneo. Unire le mele tagliata a  fettine e quindi a pezzettini e mescolare bene. Aggiungere le chiare montate a neve e, per ultimo, il lievito nescolato con una cucchiaiata di farina.
Versare nella tortiera imburrata e cosparsa di pan grattato o di biscotto grattuggiato.
Infornare a 180° per circa tre quarti d'ora; se la torta si scurisce troppo in superficie ma all'interno è ancora  molle, coprirla con un foglio di carta stagnola e proseguire la cottura.


Nota a piè di pagina n. 1: alla mela si può sostituire la pera ben matura  e, immagino, in estate le pesche. Non provate però a usare mele croccanti (le mie preferite), perchè  - la nonna ha sempre ragione - rimangono durette e non si "fondono" bene nell'impasto.

Nota a piè di pagina n. 2: il bello di questa torta è che - a parte le chiare d'uovo ben montate,  che vanno sempre per ultime .-  gli ingredienti sono come gli addendi dell'addizione, in qualunque ordine si mettano il  risultato non cambia.

Nota a piè di pagina n. 3: la Pulce non è stata messa in posa: la preparazione della torta della nonna è diventata, su sua richiesta, uno dei momenti fissi del fine settimana.

Nota a piè di pagina n. 4: c'è anche una torta di mele del nonno, ma questa è una sfida che riguarda me ed è  un'altra storia.

Nota a piè di pagina n. 5: la Pulce (portate pazienza,  è figlio unico ) non è un caso strano in famiglia: la leggenda familiare racconta che io da bambina fossi abbastanza "smorbia".... sono decisamente migliorata con il tempo.