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domenica 10 febbraio 2019

Neve di casa


Il regalo di Natale per il signor Darcy, da parte mia, avrebbe dovuto essere una manciata di giorni nel posto magico, per lasciarci alle spalle un anno  pesante e difficile, per lasciare a casa - per pochi momenti - i problemi che non si possono cancellare, per ritrovare - tra le montagne che ci hanno sempre incantato - qualche momento di serenità in cui essere - prima di tutto - famiglia Fiordisambuco...

Invece, siccome qualcuno ci mette sempre lo zampino, la piccola vacanza, attesa, pianificata e prenotata, è saltata all'ultimo momento, perchè ora della fine prevalgono sempre il  senso di responsabilità, la serietà, l'affidabilità, la consapevolezza che, al di fuori della famiglia Fiordisambuco, ci sono altre persone....

"Rimandiamo - ci siamo detti - rimandiamo a Carnevale ..., magari sarà anche più bello, ci sarà più neve e potremo finalmente tornare a mettere le ciaspole ai piedi. Rimandiamo.... magari nel frattempo le cose si sistemano...."


Non so se ci sarà più neve, non so nemmeno se le cose si sistemeranno, però non potevamo rinunciare a poche ore, domenica scorsa, sulla neve appena caduta sui monti casalinghi.....
Un paesaggio da fiaba, un vento tagliente che lasciava senza fiato, un passo dopo l'altro, con calma, mentre la Pulce e il signor Darcy precedevano con  altri ritmi.


LASAGNE CON ZUCCA E SALSICCIA

INGREDIENTI

300 g di lasagne
400 g di zucca già pulita
250 g di salsiccia a nastro
   80 g di speck
100 g di parmigiano 
600 g di besciamella (abbastanza morbida)
sale
olio extravergine di oliva
salvia, rosmarino e aglio

PROCEDIMENTO


Tagliare la zucca a pezzetti (non troppo piccoli altrimenti cuocendo diventa una specie di purè) e cuocerla in padella con poco olio, salvia, rosmarino e aglio per profumare, fino a che è tenera.
"Sgranare" la salsiccia e rosolarla; tagliare a striscioline lo speck. 
Preparare la besciamella, insaporirla con grana e noce moscata (poca), lasciandola abbastanza morbida.
Se siete virtuose preparate la sfoglia per le lasagne tirandola col mattarello; se siete pigre o disorganizzate o poco avvezze all'arte della sfoglina, usate - come ho fatto io - delle lasagne fresche della marca che preferite (Consonante lunga, signor Anfibio, chi volete ...).
In una pirofila stendere un velo di besciamella e poi uno strato di pasta e coprire con besciamella, zucca (togliere gli ghi di rosmarino,la salvia e l'aglio), salsiccia e speck, parmigiano; procedere con gli altri strati allo stesso modo, fino ad esaurimento degli ingredienti.
Cuocere in forno caldo (180°) per una mezz'ora; servire ben caldo con una spolverata di parmigiano.



Nota a piè di pagina n. 1: noi non siamo tipi da sci...

Nota a piè di pagina n. 2: le lasagne già pronte, allestite il giorno prima, sono state perfette per  il "pranzo della domenica" al ritorno dalla passeggiata.

lunedì 3 luglio 2017

La volpe disse all'uva.....

Se, come sostiene la Pulce, io fossi davvero saggia, non me la prenderei e sarei capace di trovare il lato positivo della faccenda; se fossi come la volpe della favola antica direi - mentendo - che non importa e che, in fondo, preferisco così 
Invece, come una bambina capricciosa, questa volta ci sono rimasta male e mi sono immusonita...
Perchè? ecco....
Quest’anno era tutto perfettamente organizzato già da tempo: pochi giorni di mare a giugno, un mare tra terra e cielo per accontentare chi pensa che non sia estate se non c’è il mare, chi ama camminare e chi non ama la vita di mare e poi, a metà luglio, visto che la situazione lavorativa del sig. Darcy, dopo anni in cui tutto era deciso all’ultimo momento, è rientrata nei binari della normalità e consente di programmare le ferie, dieci giorni tra le Dolomiti, con un panorama mozzafiato tutto nuovo, escursioni da scoprire e meraviglie con cui riempire gli occhi e il cuore.
Ma sono bastati pochi minuti su un campo da calcio per far saltare il legamento della caviglia sinistra del sig. Darcy,  i programmi, le ferie, i progetti  e –anche i nervi ….
Certo, nulla di grave e  di irrimediabile, non è morto nessuno e siamo ancora tutti interi, le Dolomiti sono sempre là  e i sentieri della Liguria tra cielo e mare  pure però…. però …. però  sarà l’eta per cui strani pensieri iniziano a frullarmi nella testa, saranno le preoccupazioni accumulate tra la scorsa estate e questa, sarà che mille incombenze e  altrettanti doveri  passano sempre prepotentemente davanti ai desideri, ma questa volta ho faticato  a fare  buon viso a cattiva sorte e  a rinunciare a quei pochi giorni di paradiso 
Come dite? 
Che il panorama qui è comunque invidiabile? Certo, è vero anche quello. 
Che possiamo rimandare? Indubbiamente, ma all’estate del prossimo anno, visto che ad agosto il sig. Darcy sarà a  casa, ma  io no…
Che le vacanze sono belle anche a casa? Di sicuro, ma se c’è la libertà di fare quello che si desidera...
Che bisogna accontentarsi? Sì , però…..uffa, non è che volessimo chissà che cosa….

E quindi? E quindi un respiro profondo, qualche parolaccia, ….. e accontentiamoci di tre giorni di un mare  poco panoramico,  di un'estate su un terrazzo molto panoramico,  di un piatto colorato  e profumato non di cannella o di composta di mirtilli rossi, ma delle erbe aromatiche che quest'anno prosperano

PASTA D'ESTATE


Ingredienti
(per 2 persone)
10 /15 pomodorini maturi ma sodi
un mazzetto di erbe aromatiche (origano, timo, timo limone, basilico, erba cipollina....)
3 cucchiai di pecorino romano stagionato
olio extravergine di oliva

Procedimento

Portare a bollore l'acqua della pasta, e, nel frattempo preparare il condimento.
Pulire e lavare i pomodorini, tagliarli in quarti  e eliminare i semi; scaldare un paio di cucchiai di olio in una padella, unire i pomodorini tagliati e farli saltare per una decina di minuti: devono ammorbidirsi senza disfarsi. Aggiustare di sale e lasciar intepidire.
Lavare le erbe aromatiche e tritare grossolanamente tutte le foglioline con la mezzaluna (più o meno deve venire un paio di cucchiai di trito).


Unire il trito ai pomodorini in padella; tenere da parte una cucchiaiata abbondante di condimento.

Cuocere la pasta al dente, scolarla  e buttarla in padella; far saltare velocemente per condire bene con un cucchiaio di olio-
Servire ben caldo con i pomodorini tenuti da parte e una spolverata di pecorino a scagliette.


Nota a piè di pagina n. 1: si può aggiungere uno spicchio d'aglio ai pomodorini per un sapore più deciso

Nota a piè di pagina n. 2:  il sig. Darcy è arrabbiato (eufemismo..) più di me perchè, oltre a tutto il resto,  aveva in programma un paio di ferrate alle quali faceva la corte da più tempo che a me..

martedì 18 aprile 2017

Pesto per tutti

A dispetto di ogni previsione, di ogni sogno e di ogni desiderio, la Pulce è rimasto, e non per scelta, figlio unico... 
In compenso casa Fiordisambuco è affollata di animali: un pesce con un solo occhio (che non per nulla si chiama Polifemo), un gatto spavaldo e un po' scapestrato (il baldo Achille), e un canarino battezzato Ulisse in omaggio all' eroe omerico che chiuso in gabbia mai ci sarebbe stato.
Gli ultimi arrivati sono un branco di allegri girini scodinzolanti,ormai in fase di metamorfosi, con un accenno di zampette. 

Per loro il menu prevede una sorta di pesto di insalata sbollentatata e ridotta in poltiglia, ... e mentre cucino per loro, allestisco in fretta e furia un'altra sorta di pesto per la nostra pasta con l'unica erba aromatica sopravvissuta all'inverno

PASTA AL PESTO DI SALVIA


INGREDIENTI
10/15 foglie di salvia
uno spicchio di aglio
un cucchiaio abbondante di parmigiano grattugiato
olio extra vergine di oliva

PROCEDIMENTO

Mentre bolle l'acqua e si cuoce la pasta, tritare finemente la salvia dopo averla lavata e asciugata (io per ovvi motivi organizzativi uso il tritatutto con buona pace dei puristi di mortaio e pestello); aggiungere il parmigiano grattuggiato e l'olio in modo da avere una salsa fluida e cremosa, aggiungendo un po' di acqua di cottura della pasta se risulta troppo denso. Immergere nella salsa lo spicchio d'aglio intero in modo da profumare il pesto senza appesantirlo troppo. 
Condire la pasta con la salsa.


Nota a piè di pagina n. 1: se ci sono in dispensa e se non avete la testa da un'altra parte e quindi non vi dimenticate, potete arricchire il pesto con una manciatna di pinoli tritati grossolanamente-

Nota a piè di pagoma n. 2: a volte, di fronte ai miei disastri organizzativi, mi domando se sarei stata in grado di gestire più di un figlio ... forse il fatto che la Pulce sia rimasto solo è stato un segno della Provvidenza?

Nota a piè di pagina n. 3: il nomi di battesimo degli animali sono una scelta mia (reminescenze classiche...)




sabato 18 febbraio 2017

Giovedì gnocchi


 
Giovedì gnocchi?
No, qui giovedì mercato…. Porto la Pulce a scuola per le 8 e poi una scappata veloce al mercato.
Di solito il percorso prevede un’occhiata  alla bancarella di abbigliamento dove marito e moglie, mi sciorinano sotto il naso gli ultimi  arrivi, cercando di  convincermi che starei benissimo con quel vestitino (blu, ma cortissimo!) o con quella maglietta con una fantasia delicata ma tempestata qua e là di lustrini e paillettes …, una fermata davanti al furgoncino di un’altra coppia che - tra le innumerevoli cianfrusaglie (lanterne a pila, cuori luminosi …) -  nasconde  cornici in legno o piccole decorazioni davvero graziose. A volte c'è tempo per un’occhiata al banco a fianco delle cianfrusaglie: qui su maglioni, gonne e pantaloni fine serie a prezzi stracciati e tutti ordinati rigorosamente per colore,  impera  - di solito - una attempata signora  truccatissima così arrogante e antipatica che io  mi fermo solo se  c’è la nuora.
Il giro, detto familiarmente “il giro veloce” perché con 20 minuti disponibili  non c’è tempo da perdere, termina, per ovvie ragioni di “trasporto pesi” con gli unici acquisti davvero necessari, quelli di frutta e verdura, dal quel  fruttivendolo di cui ho già detto qui e  che – come ogni fruttivendolo del mercato che sia degno di questo nome – appella tutte le donne (di ogni età, altezza, sagoma e ingombro) con un sonoro “Buongiorno stella!” che una volta mi imbarazzava e adesso mi fa sorridere.
Poi via, a passo di carica con la borsa  a tracolla e le borse degli acquisti distribuite come la soma di un cammello, per arrivare  in ufficio prima delle 8.30… 

Ieri, la coppia di incantatori era ancora alle prese con la sistemazione della merce, i venditori di chincaglieria mancavano, la suocera arcigna era al suo posto di  combattimento …. Sono arrivata fino in fondo, dove lo scorso anno, sono comparse (al posto del pescivendolo), vicino al camioncino della merceria,  due ragazze che vendono fiori: ma non  i fiori “da cimitero” che  - mescolati alle piantine di insalata e di pomodori – si trovano nei mercati di  paese  come questo …: da loro si trovano, a seconda della stagione, rami carichi di bacche rosse, bouquet di fresie dai colori pastello, mazzi di cardi  violetti e verdi …
Ieri  avevano esposti  tulipani, con il bulbo, ma senza terra, avvolti in carta trasparente …. bellissimi: ho rinunciato a tornare dalla coppia di incantatori dove, tra la merce in saldo, qualcosa avrei trovato (non corto e senza lustrini) e me ne sono andata dal mercato con dieci tulipani lilla…
Oltre, ovviamente, alla frutta e verdura, tra cui un cespo di scarola che mi è servita per ..... gli gnocchi

GNOCCHI DI RICOTTA E SCAROLA


1 cespo di scarola
300 g di ricotta vaccina
250 grammi di farina bianca
2 o 3 cucchiai di grana
2 uova
1 spicchio di aglio

per  il condimento
3/4 acciughe (se possibile sotto sale, ma io le avevo solo sottolio)
una cucchiaiata di pinoli
olio extravergine di oliva

PROCEDIMENTO

Mondare la scarola, eliminando le foglie esterne rovinate, lavarla bene e farla cuocere in padella , prima coperta con il coperchio (la mia nonna avrebbe detto "farla scaltrire") e poi senza, per asciugarla bene, aggiungendo anche uno spicchio d'aglio per insaporirla.


Lasciarla raffreddare e tritarla finemente.
Mescolare in una terrina la ricotta, la farina, le uova, il grana e la scarola tritata.
Aggiustare di sale ed aggiungere eventualmente un po' di farina se l'impasto è troppo molle (la consistenza dipende dalla ricotta e da quanto è ben asciutta la scarola).
Preparare il condimento facendo sciogliere in una padella ampia con  poco olio le acciughe (eventualmente dissalate) e tostare in un padellino antiaderente i pinoli  (senza farli bruciare!).


Portare a bollore l'acqua, salarla e buttare  delle piccole noci di impasto, usando due cucchiaini; quando gli gnocchi vengono a galla scolarli con il mestolo forato e passarli nella padella con le acciughe sciolte; quando tutti gli gnocchi sono pronti farli saltare rapidamente in padella, condire con un filo di olio extravergine e i pinoli tostati. Servire caldissimi. 


Nota a piè di pagina n. 1: senza il condimento con le acciughe li mangia anche la Pulce...

Nota a piè di pagina n. 2: se ci sono la settimana prossima mi compro i ranuncoli....

martedì 30 agosto 2016

A ciascuno la sua estate

Ma voi, voi vi ricordate le vacanze dei tempi di scuola? Sì, non le ferie che si chiedono, si contrattano  e e si concentrano in una manciata di giorni ad agosto, ma le vacanze vere, quelle che spettavano di diritto dopo la pagella, quelle trascorse da bambini tra giochi e letture infinite? Quelle vacanze durante le quali il tempo non aveva dimensioni, le uniche preoccupazioni erano i compiti da finire, le immagini dal mondo colori sfuocati e lontani che non lasciavano segno ?

Ecco io quelle vacanze le ho riviste nell'estate della Pulce, che  ha giocato alla scuola estiva, ha vissuto l'esperienza di non essere figlio unico, per la prima volta è stato da solo lontano da casa, ha fatto capricci per imporre i suoi gusti, ha obbedito col muso lungo,ha scoperto che la sua ostinazione non è nulla di fronte alla mia, ha conosciuto amici di carta che  - tanto tempo fa - erano anche amici miei, ha  provato che qualche volta si vince e tante volte si perde, soprattutto ha trovato la sua "casa sull'albero" per dimenticare il tempo, immerso nell'incanto della lettura,


E io? io ho vissuto un'estate in cui ho trovato una dimensione nuova nel mio lavoro, ho cercato la bellezza nelle piccole cose e la meraviglia in un paesaggio che mi è spettacolo quotidiano e che - forse proprio per questo - guardo senza vederlo; un'estate in cui avrei voluto  e non ho potuto, un'estate in cui ho messo da parte progetti e idee per cercare di mantenere impegni; un'estate in cui i sorrisi hanno nascosto preoccupazioni e malinconie, un'estate in cui, mentre  la Pulce corre davanti  a me e mio padre è invecchiato di colpo, riaffiorano i ricordi di tanti estati passate i cui attori hanno ormai  lasciato la scena o cambiato definitivamente  ruolo.


Per fortuna è stata anche  un'estate che ha portato  colori e profumi.....



Gnocchetti al basilico con pesto di pomodorini

Ingredienti

per gli gnocchetti

300 g di ricotta vaccina
250 grammi di farina bianca
10/15 foglie di basilico
1 cucchiaio di acqua gelata
2 o 3 cucchiai di grana
1 uovo


per il pesto

una decina di pomodorini 
3/4 foglie di basilico
1 manciata di pinoli
grana
olio extravergine di oliva

Procedimento

Frullare le foglie di basilico con il frullatore ad immersione con l'acqua ghiacciata.
Mescolare in una terrina la ricotta, la farina, l'uovo, il grana e la cremina di basilico.
Aggiustare di sale ed aggiungere eventualmente un po' di farina se l'impasto è troppo molle (la consistenza dipende anche da quanto è bagnata la ricotta).


Lasciar riposare un quarto d'ora; nel frattempo portare a bollore l'acqua e preparare il condimento pestando i pomodorini lavati, tagliati a metà e privati dei semi con le altre foglie di basilico, la metà dei pinoli il grana e l'olio, in modo da avere un "pesto" piuttosto grossolano.


Buttare nell'acqua in ebollizione salata delle piccole noci di impasto aiutandovi con due cucchiaini ; quando gli gnocchetti (pochi alla volta) vengono a galla prelevarli con il mestolo forato, scolarli per bene. Servire ben caldi con una cucchiaiata di pesto e qualche pinolo.

 


Nota a piè di pagina n. 1 : la ricetta base è quella che mia suocera utilizza per gli gnocchetti di spinaci o di erbette, ma si presta ad infinite variazioni (utili per far mangiare la verdura alla Pulce...)

Nota a piè di pagina n. 2: li volete più "aggressivi"? pecorino romano al posto del grana

Nota a piè di pagina n. 3: non vi dirò mai in quale foto ma in una si vede anche la casa di Fiordisambuco

Nota a piè di pagina n. 4: il miglior antidoto per i pensieri malinconici? le mani in pasta, in senso lato

mercoledì 20 gennaio 2016

Pasta e fagioli dei vecchi nonni per l'MTC n. 53


Della mia eredità veneta, per parte materna, mi sono rimaste  - oltre alle “e strette”, che si stringono ancora di più se sono sulla via dell'arrabbiatura, tradendo  subito il fatto che io, pur nata a Milano, non abbia nella mie vene purissimo sangue lombardo - alcune  ricette, che passando per la cucina della nonna e poi per quella di mia madre, sono arrivate fino a me.
Più che la nonna materna, abilissima con ago e filo, il vero depositario delle ricette familiari era  il nonno, cresciuto nella trattoria dei suoi,  nella campagna veneta del primo Novecento, nella cui cucina comandava sua madre.  L’osteria era in realtà non della mia bisnonna, una donnina minuta che aveva messo al mondo un numero piuttosto consistente di figli, gemelli compresi, ma di sua suocera,  donna misteriosissima che era riuscita a garantirsi capitale sufficiente per avviare l'attività grazie a non meglio precisati viaggi di affari avanti e indietro dall’Argentina, da uno dei quali era tornata, senza marito come quando era partita,  ma con un bebè  che aveva battezzato con un nome di sicuro inusuale per i Colli Euganei e molto più diffuso  al Sud…..
Tra le specialità dell'osteria non mancava, ovviamente, la pasta e fagioli alla veneta la cui ricetta il mio nonno si era  premurato di scrivere alle figlie - mia zia e mia madre - giovani spose, fermamente convinto che il marito si prende (anche) per la gola.....

Ecco quindi, per la sfida n. 53 dell'MTC la ricetta della "Pasta e fagioli " come scritta di suo pugno dal mio nonno

 



Pasta e fagioli dei vecchi nonni

Ingredienti
Fagioli di prima qualità
Cipolla dolce
 Cotenna di pancetta
Lardo
Prezzemolo
Pomodori perini  (o pelati)
Prezzemolo, pepe, cannella, sale ( o dado)

Ora facciamo la minestra
(per due persone)

1^ fase

Mettere in una pentola con 2 litri di acqua 200 grammi di fagioli freschi sbucciati, ½ cipolla dolce e due pomodori a peretta (o due pelati in mancanza di pomodori freschi) e la cotenna.
Far bollire a fuoco lento finchè i fagioli sono cotti: tempo di cottura 2 ore e mezzo circa.

2^ fase
Ora con un quarto della stessa cipolla, aggiunta ad una bella manciata di prezzemolo e 25 grammi di lardo, fai un bel trito: trita tutto il più sottilmente possibile.
Ora prendi un’altra pentola, non più piccola della prima e ci metti dentro il trito di cipolla, prezzemolo e lardo, aggiungi due cucchiai di olio d’oliva e 10 grammi di burro: soffriggi sempre a fuoco lentissimo fino a “rosatura oro” (così è fatto el desfrito).

3^ fase
Ora i fagioli sono cotti; è cotto anche il soffritto che deve restare sul fuoco mentre con un mestolo bucato tiri su i fagioli dal loro bel brodo marrone, li sgoccioli bene e li butti nel soffritto mescolando il tutto per un minuto; poi aggiungi un pizzico di pepe, uno di cannella, niente sale se metti il dado; mescola sempre senza bruciare niente.
A questo punto puoi aggiungere tutto il brodo (acqua di cottura) rimasto e, se serve ancora un paio di mestoli d’acqua: fai bollire il tutto per 8-10 minuti

4^ fase
Ora butti la pasta all’uovo o senza uovo o anche il riso, come meglio ti piace; la pasta senza uovo e il riso assorbono molto brodo, la pasta all’uovo ne assorbe poco perché si cuoce in pochi minuti.


Nota a piè di pagina n. 1: Il nonno consigliava fagioli galiziani o ballottoni, la nonna si impuntava sui Lamon che – ogni anno – regalava a mia madre, convita che qui, nelle sperdute e desolate lande lacustri fossero introvabili. Io ho usato i Lamon secchi, mettendone a bagno un etto  per 12 ore.
Il nonno consigliava la cipolla bianca piatta, io preferisco lo scalogno.
Non avendo perini e non usando pelati ho utilizzato 4 o 5 pomodorini freschi.
Ho usato delle tagliatelle all'uovo casalinghe che avevo conservato congelate da  Natale: un po' spessine come piacciono a me, che non si sciolgano nella minestra; richiedoni quindi qualche minuti in più di cottura.

Nota a piè di pagina n. 2: attenzione al "desfrito"... se brucia o "si attacca" , meglio ripartire da capo....

Nota a piè di pagina n. 3: il pizzico di cannella (in realtà un soffio) era un ingrediente che il nonno usava spesso, anche là dove nessuno lo avrebbe mai immaginato e  - forse – era eredità  di quella sua nonna viaggiatrice che – chissa... – nelle sue avventurose spedizioni oltreoceano aveva imparato ad usare in modo originale e insolito le spezie.

Nota a piè di pagina n. 4: se le "e" strette mi sono rimaste come marchio veneto, l’accento però rivela subito – dice mio fratello – il fatto che da vent'anni io lavoro in un paesotto che non è più lago e  non è ancora Brianza ed è indubbio che per me sia facile destreggiarmi tra le U e le Ü  del dialetto lacustre, forse perché – come racconta la leggenda familiare – mio padre , che di ninne nanne non ce ne ha mai cantate – per farmi addormentare in culla pare  leggesse ad alta voce sonetti e poesie del Porta.....

Nota a piè di pagina n. 5: questa ricetta non serve a prendere il sig. Darcy per la gola, dato che - come ama il riso - così detesta tutti i legumi (ahimè...)

mercoledì 9 dicembre 2015

Luci della città

E sì, anche i barbari come noi, quelli che - come dice il Principe mio fratello - continuano  vivere in un posto sottosviluppato, ogni tanto hanno qualche contatto con la civiltà e - complice il nonno che ha regalato alla Pulce il biglietto per "Pierino e il lupo" -  per una volta senza obblighi di orari da rispettare, siamo stati cittadini .....

...curiosi e perplessi di fronte alle storie su diavoli e santi patroni


romantici, perchè un accenno di "scighera" rende tutto più  magico e affascinante


natalizi, perchè nonostante tutto, manca poco.....



E sapete quale è il piatto preferito della Pulce, anche se l'appellativo di "Milanesa" (almeno per nascita) spetta solo a me? Questo....

RISOTTO ALLO ZAFFERANO
(meglio noto come Risotto alla milanese) 
 Ingredienti
(per 3 persone)
1 piccola cipolla
2 bicchieri di riso per risotti
brodo di carne q.b.
mezzo bicchiere di vino bianco
un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva
1 bustina di zafferano (il migliore che trovate...)
parmigiano reggiano grattugiato 
(sì lo so ci vorrebbe il midollo, ma non ce la faccio .....)

per la guarnizione 
(non ortodossa, ma tanto apprezzata dal sig. Darcy)
20 cm  di salsiccia a nastro  
 foglie di salvia grandi

Procedimento

Tritare finemente la cipolla e farla appassire adagio con burro e un po' di olio (solo burro sarebbe meglio...) fino a che diventa  trasparente;  aggiungere il riso e quando questo è traslucido sfumare con il vino bianco, mescolare e aggiungere man mano il brodo caldo, mescolando spesso, senza incoperchiare e senza far asciugare.

Nel frattempo tagliare la salsiccia in 6/9 tocchetti, avvolgerne la metà nelle foglie di salvia lavate e fissare con uno stuzzicadenti piccolo; far cuocere senza condimento (o con un filino di olio)  in un padellino antiaderente  fino a che la salsiccia è bella rosolata.

Un attimo prima che il riso sia pronto aggiustare di sale(non spappolato, mi raccomando, perchè il risotto passato di cottura è una delle cose più tristi che si possano servire in tavola) aggiungere lo zafferano sciolto in mezzo bicchiere di brodo e mescolare bene, mantenendo il risotto morbido; aggiustare di sale, mantecare con burro e grana abbondanate. 
Servire caldissimo guarnendo i piatti con la salsiccia.


Nota a piè di pagina n. 1: ovviamente questa è la mia ricetta di famiglia non quella meneghina con tutti i crismi

Nota a piè di pagina n. 2:  quante volte sono passata di fianco a quella colonna nei miei (lontani) anni da studentessa?

Nota a piè di pagina n. 3: qui essere la "Milanesa" non è sempre un complimento...la Milanesa è un po' straniera 

giovedì 26 novembre 2015

Fuori tempo massimo per l'MTC n. 52......

 
Sì, lo so, sono in ritardo, anzi, sono fuori tempo massimo:la scadenza per partecipare alla sfida n. 52 era la mezzanotte del 25  novembre e io scrivo solo adesso, ma....
.... ma il mese di novembre è stato un susseguirsi di impegni tra compleanni, battesimi, open day della scuola, colloqui del primo quadrimestre e  prime partite della Pulce (che è ancora nella fase in cui i figli sono felici della presenza della mamma), cene con amici rimandate più volte, impegni da figlia che hanno richiesto la mia presenza fuori casa un paio di sere, influenze di vario tipo che hanno stroncato sul nascere ogni  tentativo di cucinare qualcosa di laborioso ed elaborato.....
Solo martedì mentre aspettavo il ritorno dei miei uomini dall'allenamento serale, sono riuscita  finalmente a mettere sul fuoco quel condimento che richiedeva una lunga e lenta cottura,  e a impastare, stendere la sfoglia, assemblare quel ripieno che mi frullava in testa e ritagliare i ravioli che poi, conditi con quell'intingolo, son stati il piatto forte della cena di mercoledì....
Peccato che il post scritto nella testa nel quale raccontavo del coniglio spellato (scuoiato?), ma completo di testa, che mi sono trovata nel frigorifero da giovane sposa, e pronto per essere messo nero su bianco dopo la serata lavorativa che mi aspettava, sia rimasto - appunto - nella mia testa,  perchè quell'impegno - che avrebbe dovuto essere una passeggiata - ha avuto risvolti inattesi e mi ha riportato a casa  ad un'ora in cui le uniche idee presenti nel mio cervello erano pigiama, piumone e cuscino.....
Però, visto che comunque il mio compitino l'avevo svolto,  partecipo, fuori tenmpo massimo e fuori concorso, alla sfida n. 52 dell'MTC....

RAVIOLI  CON RIPIENO DI CRESCENZA 
CON SUGO AL CONIGLIO ED ERBE AROMATICHE


Ingredienti 
(per 2 persone)
per il condimento
2 cosce posteriori di un coniglio e le lombatine del coniglio 
(in realtà per il condimento per due persone  è sufficiente una  coscia del coniglio;
 il resto serve per un secondo)
un abbondante trito di erbe aromatiche (per me salvia e rosmarino)
100 grammi circa di pancetta dolce a cubetti
uno spicchio di aglio
olio extravergine di oliva 
brodo
vino rosso
sale q.b

per i ravioli
(per 2 persone 6 ravioli a testa)
100 grammi di farina bianca
1 uovo
un pizzico di sale
100 grammi di crescenza (la più saporita e meno acida che riuscite a trovare)
due cucchiai di grana grattugiato
un quarto di scorza di limone non trattato grattugiata
sale q.b

PROCEDIMENTO

In una pentola abbastanza larga, ma non bassissima, rosolare per bene il coniglio, sfumare con il vino rosso, salare, aggiungere il trito di erbe aromatiche, l'aglio (intero o tritato a seconda di quanto lo si ama o a seconda degli impegni mondani) e la pancetta. Far cuocere lentamente, bagnando spesso con il brodo, per circa tre ore o comunque fino a che la carne si stacca quasi da sola dalle ossa.

Preparare la sfoglia seconda la normale ricetta e, mentre la pasta riposa, preparare il ripieno per i ravioli amalgamando la crescenza, il grana e la scorza di limone grattuggiata finemente e aggiustare di sale.

Stendere la sfoglia sottile, ricavare quattro strisce,  distribuire su due strisce  il ripieno con l'aiuto di un cucchiaino formando delle palline di un paio di cm di diametro, ricoprire con le altre strisce e ricavare con uno stampino 12 ravioli, sigillando bene i bordi.

Portare ad ebollizione l'acqua salata; nel frattempo spolpare la coscia e sfilacciare la carne (che a questo punto è morbida e si stacca da sola). Scaldare l'intingolo del coniglio, aggiungendo una piccola noce di burro e la carne sfilacciata; tenere in caldo.
Cuocere i ravioli,  scolarli con cura e condirli rapidamente in una terrina con parte dell'intingolo, impiattare con un ulteriore cucchiaio dell' intingolo stesso.


Nota a piè di pagina n. 1: per anni i miei suoceri hanno allevato oltre a due o tre anatre e un paio di tacchini, anche qualche coniglio che io ho provato inutilmente a cucinare per il sig. Darcy che non ama questo tipo di carne, troppo asciutta. Fino a che S. - una carissima amica che con il marito prepara piatti strepitosi  - una sera a cena ci ha presentato il coniglio in una versione che più o meno assomigliava a questa che - da allora -  opprtunamente rivista e  adatatta è entrata di diritto nel ricettario casalingo.

Nota a piè di pagina n. 2: la scorza di limone secondo me crea un piacevole contrasto con un condimento molto corposo come questo con carne e pancetta.

Nota a piè di pagina n. 3: La sfoglia preparata in realtà è di 2 uova: metà è servita per le tagliatelle destinate alla Pulce...

Nota a piè di pagina n. 4: questo mio ritardo è l'ennesima conferma di quello che dicevo qui ....





















lunedì 9 novembre 2015

Indian Summer

Dopo un mese di ottobre intenso e con la prospettiva  di un mese di novembre che si preannuncia fin da ora denso di impegni, ieri mattina  ho deciso che potevo essere irresponsabilmente sorda al richiamo dei doveri domestici e ho aperto le finestre su un  autunno splendido.
Uno sguardo dalla finestra della cucina e  pochi passi intorno all'orto  per cogliere le immagini di un'Indian Summer tutta casalinga:

un bocciolo di rosa  distratto ha scambiato questo novembre per il mese di giugno


 e una pratolina si affaccia perplessa  tra le foglie colorate.

mentre le ortensie hanno indossato colori adatti alla stagione.

 

L'amareno, come sempre,  è più ricco ora di foglie brillanti che di frutti succosi a maggio


la vite canadese, come la campagna di  Emily Dickinson, indossa una sciarpa scarlatta


mentre la betulla vanitosa si è adornata d'oro.


Il  mio vicino di casa, di solito molto indaffarato, si concede un momento di riposo,

mentre il sig. Darcy, si dedica alle piante da frutto

 
 e alla raccolta degli ultimi melograni.


Poi il senso del dovere ha prevalso e sono tornata in cucina.....

PASTA con ZUCCA, SPECK E NOCI

Ingredienti
(per due persone: come al solito la Pulce non assaggia)
Uno spicchio di una piccola zucca mantovana (200 grammi scarsi)
80 grammi di speck a cubetti
un pugnettodi noci
un piccolo spicchio di aglio
un rametto di rosmarino
sale e olio extravergine q.b.
pasta 

Procedimento

Mondare la zucca, privandola di scorza, semi e filamenti, lavarla e tagliarla a cubetti  di circa 1 cm di lato; ungere con poco olio una piccola pirofila, aggiungere i cubetti di zucca, lo spicchio d'aglio vestito, il rosmarino e il sale, mescolare e infornare a 180° per una ventina di minuti circa, fino a che la zucca è tenera.
Tagliare a cubetti lo speck, farlo rosolare senza condimento in un padellino antiaderente ed aggiungere solo alla fine i gherigli di noci spezzettati.
Far cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolare al dente e  condire con olio extravergine e poi con i cibetti di  zucca, speck e noci.
Servire ben caldo.


Nota a piè di pagina n. 1:  l'eta che avanza non solo rende rigide  le giunture; mi rende anche difficoltoso essere duttile nell'adattare il mio tempo agli impegni che spuntano imprevisti e che si affastellano senza ordine nell'agenda e sul calendario che fa bella mostra di sè sulla porta del frigorifero: E la cucina, con mio grande disappunto, ne risente.....

Nota a piè di pagina n. 2: è chiaro che se la zucca è buona questo condimento è saporito e gustoso; se invece è una di quelle zucche di un arancione slavato, con la  polpa filamentosa è meglio lasciar perdere. 

Nota a piè di pagina n. 3: che cosa fare con i melograni? la gelatina l'ho già provata, anni fa, ma non è stata un successo ....

Nota a piè di pagina n. 4: il pettirosso non è il mio solo vicino di casa ciarliero e indaffarato . Mentre lui svolazza davanti alla finestra della cucina, dall'altro lato della casa si danno un gran da fare  le cince, per le quali il sig. Darcy prepara semi e noci ...

Nota a  piè di pagina n. 5: Indian Summer o .... Estate di San Martino, ovviamente