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domenica 22 ottobre 2017

Cammina cammina.....

Se al mattino, verso le sette e mezzo, lungo la strada che dal lago piega verso il paesotto di in cui io lavoro e la Pulce va a scuola,  vi imbattete in due pellegrini,  uno con lo zaino in spalla e l’altro con la borsa  a tracolla, state tranquilli:  non sono due loschi figuri che si aggirano con cattive intenzioni … siamo io e la Pulce….
Da quest’estate, quando in una mattina in cui si erano accumulato tutti i possibili intoppi (cancello bloccato, vicina di casa con l’auto parcheggiata di traverso mentre ritirava il cestello della spazzatura e rovistava nella cassetta della posta, ciclista mattiniero che pedalava in mezzo alla strada dimentico del mondo, pullman di linea che ci precedeva su una strada indubbiamente panoramica, ma stretta e tortuosa), arrivati al bivio di cui sopra, il signor Darcy ha fermato il birroccio e senza tanti complimenti ci ha invitato caldamente a percorre  a piedi l’ultimo tratto di strada fino, rispettivamente, alla scuola e all’ufficio….
Ero pronta, prontissima alle lamentele della Pulce; ero pronta, prontissima a sentire tutte le sue recriminazioni  e invece, da allora, ….la domanda al mattino è “Oggi facciamo la nostra passeggiata?”
Ci sono mattine di prediche e di sgridate, mattine in cui si ripassa la lezione, mattine di chiacchiere a ruota libera, mattine in cui vorrei essere sola per riordinare le idee, mattine  in cui scegliamo la nostra casa lungo le vie e mattine in cui mi sorbisco una lezione su ogni modello di auto che passa.
Bella quindi questa “passeggiata” mattutina? In fondo per ora sì, le mattine sono ancora miti e chiare, la Pulce è ancora in un’eta in cui la mamma non è un accessorio da nascondere e c’è anche chi giura che  sono un po’  dimagrita: "Tutta salute", dice il sig. Darcy....
Lo svantaggio? La necessità delle scarpe basse perché due km coi tacchi a passo spedito, con borsetta e borsa di Mary Poppins, non me li posso più permettere…..
Ma cosa c'è nella borsa di Mary Poppins?
Un libro, il thermos con la tisana, il pranzo e qualcosa di dolce... In questi giorni il dolce è questo

CUBETTI DI COTOGNATA

INGREDIENT

mele cotogne
zucchero: lo stesso peso della polpa ottenuta dopo la cottura delle mele
limoni: il  succo di 1 limone per ogni kg di composta

PROCEDIMENTO

Pulire le mele togliendo tutta la peluria, metterle in pentola capiente con acqua fredda, portando ad ebollizione. Quando le mele sono morbide scolarle con un mestolo forato, sbucciarle  e eliminare  il torsolo (attenzione, scottano!). 

 Frullare la frutta con il frullatore a immersione, pesare e  aggiungere tanto zucchero quanta è la polpa e succo di 1 limone per ogni kg di polpa. Far cuocere per una mezz'ora al massimo.



Rivestire  con carta forno una teglia da biscotti e versarvi la composta ottenuta livellandola e cercando di fare in modo che abbia uno spessore uniforme. Lasciar riposare coperta con un canovaccio, per almeno tre / quattro giorni, girandola una volta al giorno (la cotognata raffreddandosi si rapprende e girarla è più facile a farsi che a dirsi). 


Tagliare la cotognata a rettangoli (per me circa 3 cm X 2 cm ) e conservare in frigorifero in una scatola di latta, avvolgendo i cubetti in carta da forno per evitare che si attacchino l'una all'altro (il nastrino è un optional vezzoso...).


Nota a piè di pagina n. 1: quest'anno il raccolto di mele cotogne è stato spettacolare e, dopo avre prodotto marmellata e gelatina in quantità, ho provato a preparare anche questi cubetti di cotognata dura che ricordano un po' i fruttini Zuegg che mi portavo in montagna un secolo fa.....

Nota a piè di pagina n. 2: la "passeggiata" ( doppia perchè c'era anche il  ritorno alla sera) era la regola fino a quando mi sono sposata e andavo al lavoro con il pullman che, appunto, ferma al bivio....


martedì 26 luglio 2016

Piccole follie color albicocca


Molta follia è divino buon senso
per chi sa vedere.
Molto buon senso, completa la follia.
Ma è la maggioranza che prevale,
in questo come in tutto il resto.
...

Emily Dickinson



Lo scorso giovedì, mentre accompagnavo il pargolo alla scuola estiva (con gli stessi orari di quella invernale…) mi sono accorta che il poveretto, che camminava qualche passo avanti a me, sfoggiava un ampio squarcio sul retro dei pantaloni ….
”Io in giro così non ci vado!” ha esclamato la Pulce, che, probabilmente, tra qualche anno, vorrà indossare pantaloni con più tagli che stoffa.
Riconoscendo che, in effetti, passare l’intera giornata con una chiappetta  – sia pure rivestita da biancheria colorata – in bella mostra, non sarebbe stato simpatico ho fatto dietro front e - benedicendo la sorte che l’incidente fosse capitato proprio nel giorno di mercato – abbiamo fatto una corsa fino al piazzale dove le bancarelle erano appena state allestite.
Ho comprato il primo paio di pantaloncini di un colore decente, ho chiuso gli occhi passando davanti alle ragazze dei fiori, che esibivano splendi girasoli e e ho cambiato corsia per non passare davanti all’ambulante che ormai conosce i miei gusti in fatto di abbigliamento e che, con la scusa dei saldi, mi avrebbe fatto cadere in tentazione, ma di fronte al grande banco della frutta e verdura, sul quale - tra pesche di varie sfumature, pomodori, anguriette e ciliegie che costano come diamanti – facevano bella mostra di sé albicocche finalmente color albicocca, non ho saputo resistere.

CONFETTURA DI ALBICOCCHE
(volgarmente detta "marmellata")



INGREDIENTI

albicocche ben mature, ma sode, non sfatte
0,6 kg di zucchero semolato per ogni kg di frutta pulita
succo di  limone 

PROCEDIMENTO

Non ero in vena di esperimenti (quante ricette si accumulano in questo periodo!) e ho seguito quindi la ricetta base di mia madre




Lavare le albicocche, privarle del nocciolo e pesarle; in una pentola d'acciaio sufficientemente grande, aggiungere lo zucchero e il succo di limone in proporzione di 0,6 kg di zucchero e un limone per ogni kg di frutta.
Lasciar riposare per un paio d'ore, quindi iniziare la cottura; togliere man mano la schiuma che si forma in superficie e fare attenzione che la confettura non si attacchi sul fondo della pentola.
Per capire se la "marmellata" è pronta versarne un mezzo cucchiaino su un piattino freddo di frigorifero (o viceversa mettere in frigorifero il piattino con poca marmellata): se si rapprende nel giro di poco è pronta.

Invasare e sterilizzare come si preferisce.  




Nota a piè di pagina n. 1: mettersi a fare marmellata quando il tempo da dedicare alla casa  è ridotto al minimo  e della cucina escono piatti da mensa aziendale, lo so, non è dimostrazione di saggezza, però  se " molta pazzia è divino buon senso" sono le piccole follie che illuminano i periodi complicati.

Nota a piè di pagina n. 2: la mia bancarella preferita di frutta e verdura è gestita da padre, madre (anzianotti) e due figli, tutti di ragguardevoli dimensioni, i quali -  come deve accadere nei mercati che si rispettino - si rivolgono alle clienti (me compresa) con un sonoro "Buon giorno stella!"

Nota a piè di pagina n. 3: il nonno  anora fuori  combattimento ha come conseguenza  - oltre che la sospensione della mia cucina 2.0 - anche tempi più ridotti per la  Pulce  che (per fortuna è estate!) è  lasciato un po' più allo stato brado...




lunedì 14 settembre 2015

Il ricordo dell'estate

E'  inziata così, questa estate 2015,




colma di profumi 



e di colori,


 sfavillante di luci,



l'estate in cui abbiamo festeggiato un nuovo compleanno, 



abbiamo colto momenti magici 



e in cui abbiamo ritagliato scampoli di vacanza  tra un giorno in ufficio e un altro,
 abbiamo letto romanzi  racconti e libri di ricette,
abbiamo litigato e riso, cucinato, nuotato, camminato su nuovi sentieri,
fatto compiti, ricamato e fatto acquisti al mercato...

E adesso, di questa estate, che tra pochi giorni sarà finita è rimasto questo...



SALE PROFUMATO AL ROSMARINO
 
Ingredienti
(Le dosi? a occhio e a naso....)
sale grosso
rosmarino

Pulire il rosmarino, lavarlo e asciugarlo bene. Tritare grossolanamente gli aghi di rosmarino.
Riempire i barattoli di vetro alternando strati di sale grosso e rosmarino tritato, mescolando man mano. 
Oppure in una ciotola ampia mescolare il sale e il rosmarino e poi mettere in barattolo.
Io lo uso per aromatizzare le patate al forno, l'arrosto, il pane .....



Nota a piè di pagina n. 1: il rosmarino dell'orto ha sofferto il caldo ed è stato abbondantemente alleggerito.


Nota a piè di pagina n. 2: che cosa è rimasto sullo scaffale della cucina oltre al sale profumato? la confettura  di prugne e quella di fichi; menta, malva e origano essiccati, qualche pomodoro che non sa se essere maturo o no ......

Nota a piè di pagina n. 3: e sì, io sono così provinciale e ingenua che - come la Pulce e i suoi cugini - sono stata col naso all'insu incantata dalle luci .....






lunedì 29 giugno 2015

Castelli in aria


C'era una volta una contadinella che si chiamava Mariettina. Un pastore le regalò una ricotta. La ragazzina, tutta contenta, mise la ricottina in un cestello che si pose in testa e si diresse al mercato. Strada facendo pensava:- Ora vado al mercato, vendo la ricotta, con i soldi ricavati compro una gallina che mi farà tante uova.Con i soldi ricavati comprerò una coniglia che mi farà tanti coniglietti, poi li venderò e comprerò un maiale che ingrasserò bene. Lo venderò e comprerò una mucca che mi farà tanti vitellini e vendendoli guadagnerò molti soldi. Mi comprerò tanti abiti eleganti e una bella casetta con balconcino, così quando mi affaccerò, tutti mi saluteranno con un inchino:
- Buongiorno signorina! Mariettina era tanto convinta che un giorno si sarebbe trovata in quella situazione che, senza accorgersene, fece un bell'inchino. Naturalmente la ricotta che aveva sul capo cadde a terra e non potè comprare proprio nulla. 
 
C'era una volta Claudette Fiordisambuco che aveva, nel prato  dietro casa, qualche piantina di  frutti di bosco e dalla finestra della camera del suo figliolo, detto la Pulce, controllava  ogni mattina la maturazione  dei lamponi e dei ribes; pochi i primi, inaspettatamente abbondanti i secondi che occhieggiavano in piccoli grappoli tra le foglie. 
Di fronte all’insperato raccolto,  Claudette iniziò a costruire castelli in aria:
"Potrei con questi ribes arriccchire  la macedonia, ma sarebbe una fine banale per questi frutti..... potrei sformare dei  muffins ai ribes, ma sarebbe una  fine ingloriosa per il meraviglioso colore delle bacche appena raccolte ..... potrei preparare una  crostata con una mousse voluttuosa al cioccolato, rendendola più fresca e leggera con questi frutti asprigni, ma non sarebbe  una torta da merenda, adatta allo zaino della Pulce….
Allora potrei preparare una composta, ma il signor Darcy non ama i semini......

Messa alle strette (i frutti di bosco hanno la spiacevole caratteristica di essere delicati ed effimeri) Claudette  decise che i ribes avrebbero mantenuto il loro splendido colore, trasformandosi in una limpida gelatina
 E così in un pomeriggio di domenica Claudette pulì,  lavò, passò, pesò,  bollì,  schiumò, assaggiò….. e rimase rimasta deliziata: aveva ottenuto una gelatina perfetta,  dolce senza essere stucchevole, con la giusta punta di asprigno

E ancora un volta, Claudette -   che per sogni, per chimere e per castelli in aria l'anima ha milionaria -   immaginò  crostatine per lo spuntino in ufficio, crepes  profumate per sognare  le merende altoatesine, la  torta con la mousse di cioccolato resa vivace da un velo di gelatina di ribes.....
"Ma che buona questa gelatina...  - si disse ancora una volta Claudette - Peccato non aver avuto ancora più ribes ....." e diligente invasò la preziosa gelatina bollente in un barattolo nuovo, di vetro, che in un attimo si crepò e si ruppe in cento in schegge acuminate
 
L'unica gelatina di ribes che la Claudette Fiordisambuco potè gustare, per consolarsi, fu quella  rimasta sul fondo della pentola.....

Gelatina di ribes

Ingredienti
ribes
zucchero (il 30% del peso del succo di ribes)
limone (il 10% del peso del succo di ribes)

 Procedimento
 

Mondare i ribes, sgranando i grappolini delicatamente,  lavarli , passarli con il passaverdure usando il disco con i fori più stretti e raccogliendo tutto il succo in una pentola d'acciaio con i bordi alti,  pesare il succo ottenuto, aggiungere lo zucchero nella proporzione di  circa un terzo del peso del succo di ribes e il limone nella proporizione di circa il 10% del peso del succo di ribes, mescolare e portare ad ebollizione; eliminare la schiuma e lasciar bollire per 15 - 20 minuti (per capire se la gelatina è pronta o si fa la solutra prova di una goccia su un piattino freddo di freezer oppure la si lascia raffreddare, rimetendola poi sul fuoco per pochi minuti se risulta ancora troppo liquida.        



Nota a piè di pagina: mai capitata prima, nella mia vita di produttrice di marmellate, confetture e gelatine una disavventura simile...mi sarei mangiata le mani.....

giovedì 30 ottobre 2014

Tu vuò fa l' americano........

Tu vuò fa l' americano
mmericano! mmericano!
ma si nato in Italy!


E via, Halloween non sarà proprio una tradizione di casa nostra, ma per una volta si può fare....
Non è tradizione di casa nostra nemmeno l'Apple Butter, ma - preparato una volta - diventa una delizia a cui non si rinuncia.....

APPLE BUTTER

INGREDIENTI

1 kg circa di  mele
400 ml  circa di succo di mela non zuccherato
250 gr circa di zucchero
un pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella
½ cucchiaino  “allspice” (home made…)
2/4 cucchiai di succo di limone

PROCEDIMENTO

Sbucciare le mele, togliere il torsolo e tagliarle a pezzetti; metterle in una casseruola con il succo di mela, portare a bollore, coprire e cuocere fino a che le mele sono morbide (circa 15 minuti).
Ridurre le mele in purea (frullatore a immersione, passaverdura… come volete) e aggiungere lo zucchero, il sale, la cannella, le spezie macinate  e 2 cucchiai di limone.

Mettere tutto nuovamente nella casseruola, cuocere a media fiamma  mescolando spesso, fino a che lo zucchero si è sciolto (massimo 5 minuti); assaggiare e aggiungere eventualmente altro succo di limone.
Alzare la fiamma e far cuocere mescolando continuamente, fino a che la “composta” si è raddensata a sufficienza.
Consumare a temperatura ambiente oppure invasare  e sterilizzare secondo il proprio metodo.
A me piace con lo yogurt naturale o - stile marmellata - con il pane nero

Nota a piè di pagina n. 1: quali mele? La ricetta del mio libretto dice Granny Smith o altre mele da torta; le prime volte ho usato  le mele delle piante dei miei suoceri che erano semplicemente “mele”. Quei meli non ci sono più… quest’anno ho mi sono ritrovata con una sovrabbondanza di mele di varie qualità e ho usato quelle che avevo a disposizione.

Nota a piè di pagina n. 2: quale zucchero? La ricetta del mio libretto dice  metà zucchero semolato e metà brown sugar. Non avendo a disposizione quest’ultimo ho usato metà zucchero semolato e metà zucchero di canna ……

Nota a piè di pagina n. 3: quali spezie? La ricetta del mio libretto dice “allspice”; non avendo la miscela a disposizione già pronta ho usato noce moscata, chiodo di garofano e zenzero, ben tritati.

Nota a piè di pagina n. 4: ma quale libretto? Quello che mi ha regalato mia sorella anni fa e che viene direttamente dagli States , insieme ad un set di etichette e cappellini per vasetti molto molto country: "Pretty Pantry Gifts by Tara Duggan"……..
Ha un unico difetto: le dosi, ovviamente in cups che sono state "tradotte" nella ricetta in modo un po' approssimativo.

Nota a piè di pagina n. 5: i Pipistrelli che abbiamo realizzato con la Pulce sono copiati dritti dritti da Eli; solo che io sono sempre in ritardo e quindi, non avendo rotoli di cartone da colorare a sufficienza, ho usato del cartoncino nero anche per il "corpo"

sabato 24 maggio 2014

Pomeriggio di quasi vacanza

Il post  di accompagnamento a questa  ricetta era già scritto, ma - un po' come capitava  ai tempi in cui ero una brava studentessa dalla penna scorrevole e scrivevo il tema e lo  rimaneggiavo in corsa nel trasferimento dalla brutta al famoso foglio protocollo -   l'ho buttato nel cestino.
Era - diciamolo francamente - un po' lamentoso e non rispondeva in nulla al mio spirito di oggi, influenzato dalla elettricità del temporale scoppiato all'alba e reso irrequieto da uno dei tanti scontri che segnano queste giornate lavorative tese e complicate.
Nel pomeriggio, sistemate anche quelle scartoffie che era stato impossibile chiudere prima,  ho riordinato la scrivania e spento il  pc e ho strisciato il badge non per tornare a casa nel mio raro pomeriggio quasi libero e trasformarmi nella colf, ma per andare a prendere la Pulce all'uscita pomeridiana da scuola e portarlo a mangiare il gelato "in città". Dieci minuti di autobus di linea (la mia patente è  una decorazione al merito, bella, ma inutile)  e ci siamo lasciati alle spalle il grigio paesotto dove sono  il mio ufficio, con il suo carico di preoccupazioni, e la sua scuola piena di lettere, numeri e cartelloni.
Una coppetta a tre gusti, scelti dopo lunga meditazione, un'occhiata al mio negozio di scarpe preferito per scegliere un paio di sandali (che non ho comprato), le chiacchiere  della Pulce che mi ha  confidato che - essendo un maschio - ha diritto a una t-shirt mimetica, la piazza dove quando ero ragazza si teneva anche il mercato e che ora è il salotto buono, sul quale si affacciano balconi fioriti in un'eplosione di colori che  mi è sembrato di vedere solo oggi, una sposa elegantissima sul lungolago, una vela azzurro turchese che scivolava silenziosa, quasi irreale e un unico acquisto per me:  una cassettina di fragole tentatrici, che spero dolci come quelle già  comprate la scorsa settimana e trasformate in questa banalissima marmellata, o meglio

CONFETTURA DI FRAGOLE



Ingredienti
 1 kg di fragole
600 grammi di zucchero
mezzo limone

Procedimento
Lavare e modare le fragole, tagliandole a pezzetti abbastanza piccoli. Unire, per ogni kg di fragole, 600 grammi di zucchero e  il succo di mezzo limone.  Cuocere a fuoco medio, eliminando man mano la schiuma, fino a che la marmellata ha raggiunto la densità desiderata (o per intuito felice o con la solita prova della goccia di marmellata sul piattino). Passare con il frullatore a immersione per rendere la marmellata più uniforme; a me però piace trovare qualche pezzetto di futta e quindi ho tenuto da parte qualche cucchiaio di marmellata non frullata e l'ho aggiunta al resto, prima di invasare e sterilizzare.


Nota a piè di pagina n. 1: una foto della città non c'è...ero senza macchina fotografica: ognuno la immagini come vuole.

Nota a piè di pagina n. 2: visto come sono brava in matematica? speriamo che la Pulce in questo abbia preso da suo padre che con i numeri ha maggiore dimestichezza.

Nota a piè di pagina n. 3: la maglietta mimetica per la Pulce non l'abbiamo trovata, ma una verde militare con un teschio (orrenda) sì: di solito sono abbastanza teutonica, ma  - ogni tanto - va accontentato anche lui........

Nota a piè di pagina n. 4: le fragole della foto iniziale, però, non sono quelle comprate; sono poche, non bastano per la marmellata, ma sono dolcissime e vengono dall'orto della nonna. Le piantine che l'anno scorso erano l'uovo di Pasqua del sig. Darcy sono cresciute!

martedì 13 maggio 2014

Parere e non essere

Vacanze?
No….dieci minuti di pausa, facendo finta che il telefono non suoni, 
 la Pulce non chiami, la pentola a pressione non fischi  ………


Crociera nei fiordi norvegesi?
No, viaggio in traghetto per andare  a cena da amici, dall'altra parte del lago



Fotomontaggio?
No, il regalo a sorpresa  di un piccolo temporale serale


Dolomiti?
No, il panorama quotidiano dalla finestra del soggiorno 
(ma ci sono così abituata che – a volte – non mi rendo conto di quanto sia spettacolare)


La giungla?
No, il  sambuco in piena fioritura dietro casa che profuma l’aria di primavera
 


E visto che il sambuco è lì, fiorito e a portata di mano è ovvio che io abbia già infornato un paio di pan meini, nel rispetto della tradizione.

 Ma  non si può passare la vita infornare "torte tristezza" – come mio fratello si ostina  a chiamare il pan meino-   e allora, da tempo facevo la corte a questo ……..

Sciroppo di sambuco
La ricetta non è mia – ovviamente – ma di Gaia: a lei ricorda il Tamigi a me l’Alto Adige

Ingredienti 

 
8 - 10 fiori di sambuco
500 grammi di zucchero
1 litro di acqua
2 limoni bio (Gaia ne usa tre, ma i miei erano grossi)

Procedimento

Sciacquare i fiori e metteteli  in un barattolo di vetro con lo zucchero, l'acqua e i limoni tagliati a spicchi, mescolare perchè lo zucchero si sciolga (il mio era normale zucchero semolato e quindi non si è sciolto subito); chiudere il barattolo con una garza o una tela  e lasciar macerare un paio di giorni.
Dopo il tempo di riposo, filtrare, strizzate i limoni e conservare  in frigo in una bottiglia chiusa.
 

Vista la dose di zucchero è chiaro che il risultato è  uno sciroppo dolcissimo che  va diluito con acqua fredda naturale o  - come preferisco io - frizzante.



Nota a piè di pagina n. 1: il mio dubbio riguardava i tempi di conservazione dello sciroppo, visto il metodo di preparazione "a freddo"; il problema non si è posto perchè non c'è stato bisogno di conservarlo (è già finito). Ho visto in giro però anche delle ricette che prevedono la bollittura... vedrò: se il sambuco è ancora disponibile a chilometro zero proverò anche la seconda versione.

Nota a piè di pagina n. 2: per la preprazione della dose indicata ho usato due barattoli: uno da un litro  e uno un po' più piccolo, dividendo fiori, zucchero e limone più o meno  2/3 a 1/3.

Nota a piè di pagina n. 3: ho preparato lo sciroppo, ma non ho avuto il tempo di fare il pane, e mi sono dimenticata di comprarlo.... mi ha salvato un soda bread arricchito di semi vari (gli stessi usati per i segnaposti pasquali), che ha il grande dono di essere pronto in meno di un'ora.

venerdì 21 marzo 2014

Primavera

Qualcosa di cambiato nell'aspetto dei monti -
Una luce splendente che riempie il villaggio -
Un'aurora più vasta -
Più profondo il crepuscolo sul prato -
L'orma di un piede vermiglio -
Un dito porporino sul pendio -
Una mosca insolente contro i vetri -
Un ragno che ritorna al suo lavoro -
Più maestoso l'incedere del gallo -
Un'attesa di fiori dappertutto -
L'ascia che canta stridula nei boschi -
Odor di felci su vie non battute -
Queste e altre cose che non posso dire -
L'aria furtiva che anche voi sapete -
Ed il mistero di Nicodemo
Ha la sua replica annuale!

Emily Dickinson

Pioverà, dicono, già domani,  ma oggi voglio che sia luminosa primavera, fin dall'inizio della giornata.....

Marmellata di agrumi

Ingredienti
(dosi riferite a 1 kg di arance)
 1 kg di arance  non trattate
2  grossi limoni non trattati
4 dl di acqua
700 g di zucchero
(io avevo a disposizione, come dice la bilancia, circa 2 kg di agrumi)

Procedimento
 
Lavare e asciugare gli agrumi; pelare metà delle arance e i limoni con un pelapatate  senza intaccare la parte bianca. Tagliare le scorzette a striscioline sottili; portare a ebollizione mezzo litro di acqua, unire le scorzette e far bollire per una decina di minuti; scolarle, cambiare l’acqua, portarla a ancora a  ebollizione, aggiungere nuovamente le scorzette, farle bollire ancora per 5 minuti e quindi scolarle bene.
Pelare le arance e i limoni al vivo, eliminando la parte bianca della scorza dei frutti già  pelati e togliendo accuratamente anche la pellicina tra uno spicchio e l’altro (se si lavora direttamente sopra una ciotola si riesce anche a raccogliere tutto il succo)
Far bollire l’acqua con lo zucchero per 5 minuti fino ad ottenere uno sciroppo, aggiungere  le scorzette, la polpa degli agrumi e il succo e  cuocere a fuoco medio per un’ora circa, o comunque fino a che la marmellata si addensa.
Distribuire nei barattoli di vetro e sterlizzare secondo la procedura preferita.


Nota a piè di pagina n. 1: i limoni, biologicissimi, mi sono stati regalati;  li ho usati per una torta da merenda in ufficio (che però mi ha deluso),  ho usato la scorza per aromatizzare un crema di zucchine (se è buono l'abbinamento in una torta salata, perchè non deve esserlo in una crema?), ma ho scartato l'idea di un'altra seduta alcoolica per il limoncello e così ho ripiegato sulla marmellata di agrumi (quella di soli limoni non mi piace)... peccato che nessuno mi avesse regalato anche un acassa di arance altrettato biologiche (le ho comprate ....)

Nota a piè di pagina n. 2: tra le infinite ricette per la marmellata di arance ho scelto di seguire una delle due che ho già provato più volte, trovata in un vecchio inserto di Sale e Pepe,  che mi piace prima di tutto perchè permette di avere una  marmellata non dolcissima e  ricca di scorzette e, in secondo luogo, ma non è una cosa secondaria, perchè abbastanza veloce, dato che non prevede - come altre -  il previo  "ammollo" delle arance  in acqua. Rispetto alle dosi previste io ho raddoppiato la quantità di limoni in rapporto alle arance.

Nota a piè di pagina n. 3: io sono della vecchia scuola e per me la primavera inizia il 21 marzo.

Nota a piè di pagina n. 4: sì, è la mia prima colazione, ma non vi spaventate, è solo una sorta di caffè d'orzo.....






lunedì 13 agosto 2012

Ferie d'agosto


Mio fratello, il terzo figlio, l’unico maschio dopo due femmine, affettuosamente chiamato il Principe,  ha dedicato le ferie di quest’anno al viaggio di nozze che l’anno scorso era stato - per vari  motivi - rinviato: lui e   la mia giovane cognata  sono sbarcati a New York per un viaggio coast to coast.....
Io che quest’anno, per motivi organizzativi, familiari, lavorativi e di "sobrietà", mi sono accontentata di una manciata di giorni di mare  e  di un pizzico di giornate  con vista sulle Dolomiti, li seguo con la mappa degli States appesa sul frigorifero: sms e mail di mia cognata da sperduti motel nel New Mexico o da sontuosi (ma un po’ pacchiani) B&B in stile "Via col vento",  mi aprono una finestra  sulla  Grande Mela e New Orleans, il Texas e lo Utah, i grandi parchi e il Grand Canyon, Las Vegas  e San Francisco..........
E così, in questa lunga estate calda, mentre figlio e marito – che può stare in ferie solo ad agosto - pigramente si godono la spiaggia del lago e i cuginetti, io prendo il fresco in ufficio, continuo a tichettare sulla tastiera del pc, irritata con me stessa perchè ancora un volta ho dimenticato l’ammonimento della nonna paterna  - “se ti facin te ghaverè vergogna ti buchin te patiserè la fam” - e mi sono trovata anche quest’anno a farmi mille scrupoli e  a cedere il passo  (e le settimane di agosto) alla collega con più figli, a quella giovane e bella con un nuovo fidanzato con cui trascorrere la prima estate d'amore, a  quella con meno responsabilità d'ufficio.....
Per consolarmi, mentre vado al lavoro in un orario in cui ancora la strada non è invasa dai turisti che parcheggiano in ogni rientranza e trasformano una strada già stretta in un budello ancora più stretto nel quale è difficile far manovra, dai bagnanti che passeggiano in coppia incuranti delle auto o si scambiano appassionati baci con lo sfondo del lago, senza accorgersi del pullman in arrivo che quasi schiaccia loro i piedi,  sogno anch’io lunghe settimane di vacanze, come quelle del Principe, alla scoperta di nuovi paesaggi,  o magari solo per godermi il nido, aprire la casa agli amici, indugiare in cucina e sedermi , finalmente, sul terrazzo di casa con il ricamo o con un libro in  mano, senza sentire il ferro da stiro e lo straccio della polvere che mi chiamano,  e gustare lentamente questa


COMPOSTA DI SUSINE 


INGREDIENTI
1 kg di susine
300 grammi di zucchero
 panna fresca ( o yogurt naturale  )
cannella

PROCEDIMENTO

In una casseruola  (non antiaderente) mettere 200 grammi di zucchero, bagnarlo con mezzo bicchiere di acqua e  cuocerlo a calore moderato fino caramellare; quando il caramello è diventato bruno dorato togliere la pentola dal fuoco, e muoverla in modo tale da far scorrere il caramello sulle pareti del recipiente e lasciarlo quindi raffreddare.
Aggiungere le susine e lo zucchero avanzato e  cuocere a fuoco basso, mescolando spesso, in mdo tale che la composta si inspessisca senza attaccarsi al fondo. Quando la composta  è pronta (un'oretta abbondante di cottura ci vuole), passarla con il frullatore a immersione e lasciarla raffreddare.
Servirla  fredda, ma non gelata.
La ricetta suggerisce di accompagnarla  con panna fresca (non montata), un pizzico di cannella e crostini di pane dorati nel burro: gustata così è spettacolare, ma se non volete compromettere la linea oltre misura, potete accompagnarla - come faccio io - con yogurt bianco, più o meno acido a seconda dei gusti ed omettendo   - ahimè - i crostini.....


Nota a piè di pagina n. 1: la ricetta è  in un vecchissimo ricettario della mia nonna paterna, dove è denominata "Susine alla danese"  e dove si dice semplicemente di "fare una composta di susine" ..... La mia mamma aveva attinto (ed adattato) procedura e  dosi per la composta da un altro ricettario dove si parlava in realtà di composta di mele. Un consiglio: non eccedete con lo zucchero.

Nota a piè di pagina n. 2: le susine che ho usato io sono le prugne dell'albero dietro casa (è sempre aperta la diatriba sul fatto che susine e prugne siano lo stesso frutto oppure frutti diversi : Lolle, chiedo lumi.....)

Nota a piè di pagina n. 3: organizzare i turni di ferie tra donne è impresa snervante..... comunque a ben riflettere - a parte il viaggio di nozze e la maternità - le mie assenze dal lavoro prolungati oltre i dieci giorni sono state stop forzati e ben poco piacevoli .... per cui, meglio che io vada  al lavoro e che tutto scorra tranquillo (tanto la composta sono riuscita  a prepararla lo stesso, domenica mattina presto, e a gustarla adesso, davanti al pc, il ricamo procede piano piano in pausa pranzo e per la lettura c'è la tarda sera....)

Nota a piè di pagina n. 4:  non credo che sia necessaria ls traduzione del monito della mia nonna che incoraggia a non aver vergogna di far valere le proprie ragioni